La distanza iperfocale

 

 

 

La distanza iperfocale è ciò che si ottiene una volta fissati il diametro del circolo di confusione accettabile, la lunghezza focale e il diaframma da impiegare, ossia è, quando si mette a fuoco all'infinito, la distanza dal piano a noi più vicino che appaia nitido. 

Quando si mette a fuoco l'obiettivo ci sarà una zona correttamente visibile ed altre che non lo saranno. L'area che è a fuoco costituisce un piano focale di nitidezza accettabile.

Ma proviamo a partire dalla formula per trovare l'iperfocale...

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dove

H è la distanza iperfocale in mm

f  è la lunghezza focale

N  è l'apertura del diaframma

c  è il circolo di confusione 

 

Quindi la distanza iperfocale non è altro che la lunghezza in mm della zona nitida di una foto.

Se il risultato della formula fosse ad esempio 2 metri, noi potremmo mettere a fuoco un piano ad 1 metro per avere nitido ciò che si trova al di là di quello.

 

Una cosa da sapere è che, quando si mette a fuoco un soggetto, un terzo della distanza tra il soggetto e la fotocamera è a fuoco ed a fuoco sono anche due terzi della zona che si estende da e oltre il soggetto.

La distanza iperfocale è spesso utilizzata quando si è "costretti" a scattare in situazioni in cui non c'è il tempo di preparare la messa a fuoco. Se sulla fotocamera abbiamo montato un obiettivo superiore ai 75mm, forse sarebbe meglio trovare il tempo per impostare la macchina perché quella rappresenta la focale massima con cui si ottengono risultati discreti. Con il classico 50 non avremo però problemi.

Ah....ricordiamo sempre che la distanza iperfocale si calcola sulla reale lunghezza focale, il che vuol dire che se si possiede una full frame i valori riportati corrispondono ai valori reali, ma nel caso di una APS-C si deve moltiplicare il valore nominale del’obiettivo per il valore di crop del vostro sensore....il valore di un 50mm di una APS-C Canon va moltiplicato x1.6 (valore di crop) per ottenere veramente un 50.

 

E' assolutamente necessario prendere la propria fotocamera ed esercitarsi, far pratica, effettuando tanti scatti per provare le combinazioni che le varie tabelle esistenti, tra cui quelle riportate qui sotto, suggeriscono, e contemporaneamente prendere appunti e valutare poi le vari stampe sulla base delle note prese.