La regola dei terzi

 

Dal film "Quarto Potere" di Orson Welles
Dal film "Quarto Potere" di Orson Welles



La regola dei terzi è una tecnica che ci consente di ottenere immagini più equilibrate e gradevoli.

Essa consiste nel dividere mentalmente l'immagine con 2 linee orizzontali e 2 linee verticali, e poi nel posizionare gli elementi importanti della scena lungo tali linee o nei punti in cui esse si incontrano.

L'idea di base è che sistemare il soggetto fuori centro sia più gradevole alla vista e dia un risultato che sembra anche più naturale. Inoltre essa ci costringe a fare un uso più creativo dello spazio restante, ossia di quelle aree vuote che incorniciano il soggetto. 

Si pensi innanzitutto a quali elementi della foto sono più importanti e li si posizioni in corrispondenza o in prossimità delle intersezioni della "griglia". 

Si provi anche a spostarsi, in modo da ottenere una migliore composizione. Questo ci costringe a pensare più attentamente prima di scattare ed è quindi una buona abitudine da prendere.


Ci sono anche alcune fotocamere digitali che possiedono un'impostazione che ci permette di sovrappone una griglia di terzi sull'immagine. Non credo proprio che sia necessaria.....ma in ogni caso è un'altra opportunità, che esiste, per aiutarvi a scegliere la vostra posizione rispetto alla scena..


Nelle foto di paesaggio penso di poter dire che, di solito, le persone tendano a posizionare l'orizzonte lungo il centro dell'immagine. Così, secondo me, si ha la sensazione che la foto sia divisa in due. Meglio sarebbe, probabilmente, se noi potessimo posizionarlo lungo una delle linee orizzontali della nostra griglia.

Potremmo anche cercare di includere un oggetto interessante (una casa, un albero, un passante), sempre posizionandolo in base alla regola dei terzi. 

Anche i soggetti verticali come insegne, alberi o pali, possono dare l'impressione di "tagliare" la fotografia in due (come fa l'orizzonte) e perciò, per evitarlo, possiamo provare a posizionarli fuori centro.

Anche quando stiamo scattando un ritratto sarebbe interessante sistemare la persona, ed in particolare i suoi occhi, su di un lato, su una delle intersezioni della regola, così da dare all'immagine un chiaro punto di riferimento. 

In ognuno di questi casi il risultato finale dipenderà dal fatto di essere riusciti o meno a dare un equilibrio all'immagine. Se ad esempio abbiamo un viso sulla destra della scena con una parete per sfondo, potremmo cercare di bilanciare spostandoci in modo che sulla sinistra appaia una porta, una finestra, un quadro o un'ombra. Sia nel fotogramma di Welles che in quello di Antonioni è chiaro come i direttori della fotografia (Gregg Toland nel primo e Alfio Contini nel secondo) siano stati bene attenti a creare un equilibrio tra i due lati.

Ovviamente questo metodo di inquadratura non è sempre applicabile. La scelta sta alla vostra sensibilità. Inoltre, se questa regola rappresenta un po' una rottura rispetto al "tradizionale" posizionamento dei soggetti, è pur sempre una regola, e quindi sarebbe consigliabile infrangerla ogni tanto. 



Da "Zabriskie Point" di Michelangelo Antonioni
Da "Zabriskie Point" di Michelangelo Antonioni