Lo stop

 

 

 

Lo stop è una convenzione pensata per misurare l'intensità di luce che colpisce la pellicola (o il sensore).

In generale si può dire che c’è uno stop di differenza ogni volta che si dimezza o raddoppia il valore in considerazione, ma lo stop è  anche multiplo, ossia riferito a elementi distanti nella scala.

Tra 2.8 ed 5.6 c'è un fattore 4 e quindi una differenza di 2 stop. Idem tra 1/15 e 1/60.

Tra f/5.6 e f/11 ci sono 3 stop di differenza, il che significa che f/5.6 lascia passare 8 volte più luce rispetto a f/11 e ovviamente f/11 fa passare 8 volte meno luce rispetto a f/2.8.

 

Di stop si parla sia in riferimento ai diaframmi che ai tempi ed alla sensibilità.

 

Nel caso dei diaframmi partendo dalla scala che considera solo gli stop interi (1; 1.4; 2; 2.8; 4; 5.6; 8; 11; 16; 22; 32, 45, 64, 90, 128, 180, 256…) è fondamentale capire che ad es. il diaframma 2 fa passare il doppio della luce del valore immediatamente successivo, 2.8, e la metà di quello immediatamente precedente, 1.4.

 

Per quanto riguarda la scale dei tempi di scatto (…4 - 2 – 1 - 1/2 - 1/4 - 1/8 - 1/15 - 1/30 - 1/60 - 1/125 - 1/250 - 1/500…), se si sceglie un tempo di 1/125 e poi un tempo di 1/60, si vede che il primo è la metà dell'altro, ossia con 1/125 l'otturatore resta aperto per 0,008 secondi, invece con 1/60 l'otturatore rimane aperto per 0,016 secondi.
Quindi se si passa da 1/125 ad 1/60 si lascia entrare il doppio della luce, per un dato diaframma e una data sensibilità.

 

Infine la sensibilità. Nella scala dei valori interi (100- 200 - 400 - 800 – 1600 - 3200 - 6400 - 12800…) gli stessi sono separati, come si vede, da un fattore 2, ovvero anch’essi sono divisi da uno stop. Sono 3 invece, ad es., gli stop che differenziano 200 ISO da 800 ISO.

 

Prima ho fatto riferimento a stop interi, perché in realtà esistono anche delle frazioni di stop, o meglio, dei terzi di stop. Prendiamo un intervallo tra due valori di una qualsiasi delle scale vista in precedenza (in quanto tutte hanno dei terzi) e dividiamolo in 3 parti. Ad esempio tra 5.6 e 8 avremo f/5.6 - f/6.3 - f/7.1 - f/8, tra 100 e 200 ISO avremo 100 - 125 - 160 – 200.

L’uso dei terzi ci permette di decidere di non aumentare l’esposizione di 2 stop ma magari solo di 1 stop e 2/3, passando da f/11 a f/14 anzichè a f/16 (..f/11 f/13 f/14 f/16..).


Un aspetto che mi piacerebbe fosse chiaro è che f non indica il diaframma bensì la lunghezza focale. Il valore del diaframma (del suo diametro) invece è dato dal rapporto tra la lunghezza focale e il numero di apertura.

Perciò il valore di diaframma di un obiettivo da 50mm chiuso a F/8 avrà un diametro di 6,25 mm.

Immaginiamo di trasformare la luce in vino e l’obiettivo nella bocca di una bottiglia. Sappiamo che il flusso di luce che attraversa l'obiettivo è determinato dal diaframma che utilizziamo. Ora supponiamo che il diaframma della bocca della nostra bottiglia sia f/2.8. La quantità di vino che ne fuoriuscirebbe sarebbe maggiore di quella che fuoriuscirebbe se il diametro di detta bocca fosse ad esempio un f/11.  Per capire immediatamente la portata di un f è utile tener presente che si tratta di una frazione…f/2, f/4…ora si capisce facilmente che un valore/2 è maggiore dello stesso/4 e che quindi indichi una quantità di luce maggiore in entrata.

Torniamo al vino. E’ evidente che io potrò ritrovarmene nel bicchiere la stessa Q sia usando una bottiglia con una bocca di un certo diametro per un certo tempo, sia ad es. diminuendo il tempo di fuoriuscita del liquido e usando una bottiglia con una bocca più larga. Allo stesso modo io otterrò la stessa esposizione sia con una maggior apertura di diaframma e un minor tempo di scatto che viceversa allungando il tempo e chiudendo il diaframma.   

 

Riprendiamo in considerazione le scale di prima.

Tempo di scatto

8 -  4 - 2  – 1 - 1/2 - 1/4 - 1/8 - 1/15 - 1/30 - 1/60 - 1/125….

Diaframma

1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 - 8 - 11 - 16 - 22 - 32 - 45 - 64….

Sensibilità ISO

100 - 200 - 400 - 800 – 1600 - 3200 - 6400 - 12800 - 25600….

 

Occhio… mentre nelle prime due scale i valori a partire da sinistra ad es. 8s e f/1 permettono di illuminare la pellicola(o il sensore) con un grande quantità di luce, nella scala ISO una pellicola da 100 risulta poco sensibile e quindi lenta. Nel caso volessimo aumentare l’esposizione dovremmo scivolare verso destra fino ad es. ad un 400.

Perciò per diaframmi e tempi si “apre” (alla luce) spostandosi a sinistra della scala, mentre per ciò che riguarda gli ISO si fa l’opposto e ci si deve muovere verso destra.

 

P.S. La funzione del diaframma non è solo quella di gestire la quantità di luce che colpisce la pellicola (o il sensore), ma anche quella di controllare la profondità di campo.